IL GIORNALE DELLE EGADICircolare d'Informazione e Cultura dell'Associazione Culturale, Sportiva, Ricreativa, Turistica "Marettimo".
Un MUSEO DEL MARE
per far rivivere la storia dei pescatori
L'Associazione Culturale, Sportiva, Ricreativa, Turistica, "Marettimo" nel 1993 da una mostra di attrezzi da pesca usati nell'isola dal titolo "L'Arte del Pescare" avvia il primo passo per la realizzazione di un piccolo museo definendolo Museo del Mare, delle Attività e Tradizioni Marinare - Isola di Marettimo.
Il Museo ha aperto i battenti ufficialmente nel 1999 in una nuova e più idonea sede ( un antico magazzino per la conservazione del pesce salato) presentando la raccolta, condotta dall'associazione, di attrezzi da pesca donati dalla gente dell'isola.
Foto che vanno dall'inizio del secolo ai nostri giorni. Nonché una raccolta di memorie scritte lasciate da tanti giornalisti e scrittori che hanno messo nero su bianco di questa gente di mare.
L'Associazione ha voluto fortemente creare questa struttura che custodisce la storia del popolo "marettimaro", infatti il mare ha costituito l'elemento basilare per l'economia dell'isola.
Parte degli attrezzi e delle foto sono dedicate al legame con la comunità emigrata all'estero.
In alcuni periodi di crisi della pesca per catturare il pesce e continuare a praticare l'arte del pescare i "marettimari" si sono trasferiti in terre lontane come il Portogallo per praticare l'attività della salaggione, in California per la pesca alle acciughe, in Alaska per la pesca dei salmoni.
Per non parlare delle antiche attività dei pescatori di spugne che si spinsero - con barche a remi e a vela - fino nelle coste tunisine a Sfax o della pesca del corallo esercitata negli ormai inesistenti banchi del Canale di Sicilia.
Ma l'epopea di questa gente di mare è segnata senza dubbio nella storia di oltre oceano. "Di qua e di la dal Mare" recita Vincenzo Consolo nella presentazione della mostra fotografica in parte custodita all'interno del museo. Tra la fine del 1800 e i primi del '900 i primi emigrati si imbarcarono clandestinamente su grossi bastimenti a vela e durante la traversata avevano modo, dopo avere avuto la fiducia del comandante, di mostrare la loro perizia di naviganti, aiutando in coperta l'equipaggio. Sbarcavano nei pressi di New York e in questa città all'inizio si adattarono a svolgere qualsiasi lavoro per mettere da parte il necessario per raggiungere il lontano West, quelle ricche coste della California che si sapeva ricche di pesce.
Raggiunsero tra gli anni 10 e 20 San Francisco e poi Monterey dove crearono una grossa comunità. Fu l'inizio della mitica stagione della pesca alle sardine. Nel giro di pochi anni la baia di Monterey divenne il primo porto peschereccio americano grazie all'opera degli italiani. A spiccare per laboriosità la comunità palermitana (Isola delle Femmine, Capaci, Porticello) e quella proveniente dall'Isola di Marettimo. I mari di quella costa erano solcati da pescherecci con nomi come Marettimo, New Marettimo, F.lli Aliotti, El Capitan e tanti altri appartenenti a pescatori di Marettimo con relativo equipaggio. Negli anni trenta iniziarono a richiamarsi mogli e figli anche grazie alle prime industrie del pesce in scatola che richiedevano manodopera, le famose Cannery Row descritte dallo scrittore Steinbeck nei suoi romanzi
Tante di queste memorie tramite attrezzi, vecchie foto e pubblicazioni di cui è costituito il museo servono dunque per diffondere e far rivivere la memoria degli antichi pescatori, eroi di un tempo che possono essere facilmente dimenticati se oggi nessuno si occupa di ricordare, alle nuove generazioni, i loro sacrifici, il loro coraggio di affrontare il mare , la loro immensa dignità. E' dunque nostro dovere , per quanto ci è possibile, salvaguardare il passato e valorizzare tutto ciò che di esso si è conservato fino ad oggi.
Questo museo, gestito da un gruppo di volontari, non è solo qualcosa di statico solo per il fine di un ricordo e basta ma si prefigge di servire come mezzo interattivo per qualcosa di didattico e culturalmente divulgativo anche alle problematiche del mare. Per questo all'interno si organizzano anche incontri dibattiti mostre, estemporanee di pittura con tema il mare non ultima una mostra permanente di conchiglie del mediterraneo iniziata dall'amico Luigi Bruno che del museo malacologico di Erice è il fondatore e con il quale siamo idealmente gemellati.
Non ultimo il legame continuo che abbiamo con la comunità di Monterey anche con le ultime generazioni di marettimari che, ormai inevitabilmente americanizzati, continuano ad avere un legame di appartenenza con le proprie origini anche attraverso lo strumento di un piccolo notiziario quale Giornale delle Egadi che ci da l'opportunità di mantenere vivi questi contatti.