In cosa consiste la flat tax

by Aristide Banfi on

Negli ultimi mesi sempre più spesso si rincorrono voci circa la Flat Tax che il governo giallo-verde (ma maggiormente la parte verde, la Lega) vuole introdurre all’interno del mastodontico sistema fiscale italiano. Sebbene sia tanto chiacchierata, è ancora difficile riuscire a delinearne i tratti peculiari e ciò fa ragionevolmente pensare che siamo ancora lontani da una sua effettiva applicazione.

Volendo quindi procedere con ordine, possiamo tracciare prima un profilo storico di questa metodologia di tassazione che è di ideazione tutt’altro che recente. La Flat Tax, nell’accezione economica moderna, è stata partorita dalla mente brillante di Milton Friedman, economista statunitense morto nel 2012. Dopo tanti anni questa sua idea è diventata oggetto dell’interesse dei governi nazionali in materia di politica fiscale.

Ma quindi in cosa consiste la Flat Tax? Non è altro che un meccanismo fiscale nel quale viene escluso il concetto di progressività e quindi significa che tutti pagano la stessa aliquota indifferentemente dalla base imponibile, ovvero dalla quantità di reddito prodotto. Ciò è diverso da quanto attualmente succede in Italia per i redditi generati da persone fisiche mentre alcune forme giuridiche no. Questo “disallineamento” dei rispettivi sistemi fiscali porta ad uno squilibrio tra risorse e servizi erogati dallo Stato.

Si fa riferimento alla correlazione tra fisco ed assistenza sociale. Infatti i servizi che eroga lo Stato sono tutti gratuiti, o quasi, e lo sono indifferentemente dal tipo di utente, sia che esso abbia un reddito minimo o che ne abbia uno molto alto. Parallelamente, però, le entrate erariali sono scaglionate secondo i principi del sistema progressivo attualmente vigente per le persone fisiche al quale si aggiunge un sistema Flat già presente su redditi da impresa da capitale o da partecipazioni non qualificate. Pertanto questo va a scapito di impiegati e pensionati che sono soggetti alla maggiore imposizione, in termini relativi, rispetto redditi maggiori in termini assoluti.

Con la Flat Tax l’aspetto centrale diviene la capacità di contribuire. Essendoci un differente principio di uguaglianza rispetto il sistema progressivo, quindi potremmo affermare che con la Flat Tax tutti pagano la medesima quota di quanto producono.

Infine va sottolineato l’intento vero delle politiche fiscali per poterle capire nel profondo. Le scelte politiche vanno in direzioni opposte e possiamo semplificarle dicendo che chi vuole uno Stato più presente nella vita delle persone, potrà preferire la Flat Tax nella misura in cui essa sia capace di far emergere quote di evasione fiscale e permettere allo Stato maggiori incassi, mentre chi invece vorrebbe uno Stati minimo a vantaggio della libertà individuale della persona, preferirebbe la Flat Tax per avviare un processo di riduzione degli introiti fiscali a patto che si riduca la spesa. Ecco perché non è possibile attribuire una paternità oggettiva a questo meccanismo fiscale se non prendendo in considerazione le aliquote ed il valore della moneta.

Written by: Aristide Banfi

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