IL GIORNALE DELLE EGADICircolare d'Informazione e Cultura dell'Associazione Culturale, Sportiva, Ricreativa, Turistica "Marettimo". codice fiscale/partita iva 93006870815
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Al Museo del Mare di Marèttimo sabato 26 luglio 2008 è stato presentato l’ultimo libro di Nino Rallo: l’Isola di Re Ruggero (Coppola Editore). Durante la presentazione sono stati letti alcuni brani dall’attore di teatro Adriano Marcolini.
(nella foto lo scrittore Antonino Rallo e l’attore Adriano Marcolini al Museo del Mare)
Le Isole Egadi nel mondo è il tema che l’associazione Culturale “Marettimo” intende divulgare e quali migliori ambasciatori dei marettimari stessi in giro per i continenti sin da quando iniziarono ad emigrare alla fine del 1800 per praticare l’arte del pescare. Sull’isola nei locali del Museo del Mare attraverso la televisione francese è stato trasmesso un film documentario dove è inserito proprio il legame fra l’isola e le comunità all’estero. La tv France 3 con la regista Lise Blanchet aveva girato sull’isola nel 1997 immagini di Marettimo e dei pescatori isolani in Alaska per la pesca del salmone , l’anno scorso era stato inserito in un documentario che commentava alcune bellezze turistiche siciliane “Un Parfum De Sicile”. La trasmissione è stata trasmessa sui canali satellitari francesi. Il gruppo di lavoro composto da Lisa Blanchet ideatrice e presentatrice di “TALASSA Le magazine de la mer” - nota trasmissione francese - ha partecipato alla visione. “Era un dovere fare vedere ai marettimari” - ha dichiarato la Blanchet – “il lavoro realizzato anche grazie alla collaborazione e all’accoglienza dell’isola”. Con la regista erano presenti le collaboratrici Silvie Davan, Veronique Touye e Sophie Bontemps. Prima della visione del documentario, che ha visto la partecipazione anche di diversi turisti francesi presenti sull’isola, è stata consegnata dal Presidente dell’ Associazione Luigi Ialuna, una targa ricordo a Lisa Blanchet in segno di gratitudine per aver fatto conoscere all’estero le Isole Egadi.
(nella foto di gruppo la troup francese con Lisa Blanchet, Luigi Ialuna Pres Ass “Marettimo”, Vito Vaccaro, e Anita Maiorana Ferrante in rappresentanza della comunità in California)
La “cultura gastronomica” delle Egadi nel libro di Emilio Milana
La scia dei Tetraedri, recentemente edito da Montanari Editore a Ravenna, ripercorre quattro millenni di storia osservando le trasformazioni del gusto e del cibo dei Siciliani dell’Ovest, attraverso il mutare delle abitudini e delle ideologie dominanti, dell’economia e della società, della natura e del tempo, nel segno di un continuum culturale proprio dei discendenti dei Sicani. Nello scorrere del testo la storia evenemenziale si unisce ai modelli meno prevedibili dell’antropologia per identificare nell’evoluzione dell’alimentazione e della cucina uno strumento di incontro e di maturazione delle diverse culture susseguitesi in quest’area del Mediterraneo. Ampia sezione è dedicata alla pasta e al vino: seguendo un rigoroso percorso linguistico viene proposta l’affascinante origine siculo-ebraica degli spaghetti, mentre grande rilievo viene dato ai Fenici nella diffusione della cultura vitivinicola nella terra degli Elimi. Sottolineando l’importanza dell’influenza fenicia e greca, prima, e di quella araba, dopo, l’autore tende a sostenere, tra l’altro, la tesi della centralità della cucina siciliana nel periodo che precede il Rinascimento italiano, evidenziando una possibile influenza siciliana sull’avvento della “grande cucina francese”, nella seconda metà del Seicento. E non a caso Massimo Montanari, docente di Storia dell’alimentazione nell’Università di Bologna, così aggiunge sul risvolto della copertina de La scia dei Tetraedri: “... la Sicilia è quasi una metafora dell’identità italiana, realizzata nel segno della molteplicità e della differenza. Ma la Sicilia è ben più di una metafora: storicamente, essa è stata il laboratorio in cui si sono sperimentati e da cui hanno preso avvio elementi decisivi della cultura gastronomica italiana”. Il libro è stato presentato, il 24 agosto al Museo del Mare, dall’autore Emilio Milana con la partecipazione dello storico trapanese Salvatore Costanza e del giornalista Franco De Salvo. La serata ha avuto un piacevole momento di attrazione con la creazione sul posto di un’ enorme cassata siciliana dal noto gourmet Peppe Giuffrè che è stato accompagnato dal gradevole sottofondo musicale del sax di Sandro Mancuso.
La notizia che nei giorni scorsi sono stati appaltati i lavori di restauro e recupero del Castello di Punta Troia a Marettimo (oltre 3 milioni di Euro) corona il successo di una battaglia iniziata 20 anni fa, fin da quando è stata costituita l’Associazione. Non a caso, infatti, nella scelta del simbolo del nostro sodalizio spicca il promontorio di Punta Troia, con il suo istimo e in cima l’antico maniero, uno degli angolo più suggestivi di quest’isola. In questi lungi anni abbiamo dovuto lottare per far si che questo Bene Pubblico non finisse in mano a predoni e speculatori molto interessati ad possedere un sito esclusivo in un’isola altrettanto esclusiva ed incuranti del fatto che il Castello rappresenta la storia di Marettimo e dei suoi abitanti. Allora le richieste riguardavano, oltre al Castello, anche la concessione dei due specchi di mare sottostanti. Dopo tanti anni, mi ritornano in mente le fasi più cruciali e per certi aspetti drammatici di questa vicenda. Basti pensare che era già pronto per essere venduto all’asta, partendo da una base di 142 milioni di vecchie lire e riuscimmo, con l’aiuto di tante persone che amano Marettimo, a strapparlo ai privati e farlo acquistare al Comune. Nascerà un Museo delle Carceri, del resto la storia passata di queste isole, è anche quella di esili, prigionie e sofferenze, ma quello che più conta è che una volta restaurato e ritornato alle antiche bellezze, il Castello rimarrà fruibile a tutti coloro che vorranno visitarlo senza dovere chiedere permessi ed autorizzazioni, e senza ritrovarsi davanti un inserviente che ti inviti ad allontanarti, perché è proprietà privata. Adesso insieme al sito delle Case Romane, tra l’altro da poco sede di ulteriori scavi che hanno riportato alla luce interessanti ed importanti reperti, il Castello rappresenta il patrimonio architettonico e storico di Marettimo e tutti noi dobbiamo sempre vigilare e lottare affinché questi tesori non rimangano abbandonati all’incuria. Per la verità rimane un altro Bene da salvaguardare, è il Faro di Punta Libeccio, molto dipende dal rilancio dell’Area Marina Protetta che in questi ultimi anni ha subito una brusca frenata, ma la cui gestione deve necessariamente ripartire, per non buttare al mare tutto ciò che finora di positivo è stato realizzato. Ma questa è un’altra battaglia.
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